Il Messaggero Umbria 29 settembre 2025

SERIE C

GUBBIO Gioca le carte a sorpresa, per questo Mimmo Di Carlo sta spiazzando sempre di più. La doppia trasferta ravvicinata di Campobasso e Pesaro, con un punto soltanto, ha chiuso la settimana del primo turno infrasettimanale con qualche passo indietro sul piano del rendimento dopo la sofferta vittoria con il Bra. Le mosse più inattese nell’1-1 contro la Vis sono state la conferma di Krapikas in porta, la rinuncia a Djankpata tra i titolari e l’esordio dall’inizio di La Mantia lasciando fuori Tommasini. Tutte soluzioni che non hanno convinto granché, dal primo soporifero con lo svantaggio e la svolta nella ripresa tra l’espulsione nei primi minuti di Zoia e il capolavoro di La Mantia sul pareggio. Il passo delle tre davanti in classifica, Arezzo, Ravenna e Ascoli, si sta rivelando difficile da tenere, tanto che il Gubbio guida al momento il gruppo di chi insegue con 12 punti in 7 partite.

Di Carlo vede il bicchiere quasi tutto pieno rilanciando gli aspetti da migliorare: «Il bilancio del trittico è positivo, però se vogliamo portare a casa il risultato dobbiamo fare qualcosa in più. Soprattutto quando eravamo in superiorità numerica. Ho fatto i complimenti alla Vis Pesaro, è stato un pareggio giusto contro una squadra che non ha mai mollato dopo una partita maschia. Avevo avvertito i ragazzi».

Domenica prossima al Barbetti è atteso al Barbetti il Pontedera di Leonardo Menichini, che in quest’ultimo turno è tornato al successo dopo due sconfitte. Ci si chiede quale ruolo possa veramente esercitare il Gubbio e dove possa spingersi, non nasconde le ambizioni del presidente Sauro Notari che ha fatto sforzi considerevoli soprattutto sul centravanti, Andrea La Mantia, che a Pesaro si è sbloccato. «Il nostro campionato non può essere programmato – spiega Di Carlo -, bisogna ragionare partita dopo partita lottando su ogni campo. C’è da migliorare, ovviamente, ma quando l’atteggiamento è quello giusto siamo già al 70 per cento di quello che vuole vedere l’allenatore». Il nodo sostanziale è gestire l’organico con tre centrocampisti esperti come Rosaia, Carraro e Saber che sembrano punti fermi insostituibili, considerando Djankpata solo un’alternativa sebbene abbia caratteristiche diverse e soprattutto volte ad accendere la luce nel palleggio, nelle giocate e negli inserimenti. Non a caso il Gubbio ha fatto vedere le cose migliori proprio con il classe 2005 che non ha l’esperienza dei tre veterani ma ha la freschezza e l’intraprendenza per non costringere la squadra a sperare esclusivamente nella sostanza e in qualche calcio piazzato.

C’è poi da capire quanto sia diventata un punto fermo Krapikas, che non è un under e dunque condiziona poi le scelte tra i giocatori di movimenti, visto che Notari si aspetta legittimamente molto dai contributi federali legati all’utilizzo dei giovani. Bagnolini dopo la disavventura a Forlì, per il labbro suturato e le ripercussioni su un dente, è stato accantonato nelle successive tre partite, nonostante abbia dimostrato di avere qualità e affidabilità, al di là del fatto che è del 2004 e quindi l’errore può far parte del percorso di crescita. Anche su questo Di Carlo è chiamato a mandare segnali.

Massimo Boccucci