Il Messaggero Umbria 23 settembre 2025

L’INCHIESTA

GUBBIO Niente domiciliari per i tre uomini accusati di violenza sessuale, lesioni personali e tentata rapina. Restano in carcere i due fratelli pugliesi di 36 e 43 anni e il gualdese trentaseienne arrestati mercoledì scorso con l’accusa di aver aggredito e violentato una donna eugubina di 36 anni e di aver malmenato l’operaio di 46 anni, anche lui eugubino, che stava con lei, nella notte tra il 4 e il 5 settembre nel parcheggio di piazza Quaranta Martiri. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Perugia Natalia Giubilei ha confermato per tutti la misura di custodia più grave, respingendo la richiesta di sostituirla con i domiciliari e il braccialetto elettronico. Le versioni fornite nel corso degli interrogatori di garanzia dagli indagati – due fratelli della provincia di Lecce difesi dall’avvocato Ubaldo Minelli e del gualdese assistito da assistito dal legale Chiara Brunori – sono risultate in contrasto sia con quelle delle parti offese sia con quelle dei testimoni, accorsi proprio perché sentivano una donna gridare aiuto. Secondo il gip non è da ritenersi verosimile che l’eugubina violentata si sia inventata l’aggressione sessuale descritta nel dettaglio, come sostengono invece gli accusati. Neppure li conosceva, anche se successivamente ne ha smascherato uno su Facebook. Il minore dei due fratelli ha raccontato al gip di essersi avvicinato a lei semplicemente per sorreggerla e aiutarla a rialzarsi da terra, visto che era in preda all’alcol e cadeva di continuo. L’altro invece sostiene di non averla neppure sfiorata.

Al giudice hanno parlato anche del ruolo del terzo uomo, un cuoco di Gualdo Tadino, che si è invece avvalso della facoltà di non rispondere. Stando al loro racconto, lui avrebbe discusso con l’operaio che stava insieme alla donna, ma solo per equivoco: l’avrebbe scambiato, in sostanza, per un rivale in amore. Le indagini dei carabinieri di Gubbio continuano, l’avvocato Ubaldo Minelli dopo aver visto respinta la richiesta di scarcerazione dei suoi due assistiti per i domiciliari il fratello maggiore a Nardò a casa dei genitori e il minore nella sua casa di Gubbio a Padule, ha preannunciato ricorso al tribunale della libertà. I due arrestati più giovani sono rinchiusi nel carcere di Terni, mentre il quarantatreenne pugliese si trova nell’istituto penitenziario di Spoleto. I due aggrediti hanno ricostruito l’accaduto. La giovane è rappresentata dall’avvocato Francesca Pieri, mentre il suo amico da Luigi Santioni.

Massimo Boccucci