SERIE C
GUBBIO Il miglior attacco viene dalla difesa. Ne sa qualcosa il Gubbio che le ultime due vittorie le ha costruite sfruttando altrettante palle inattive per la testa dei due centrali difensivi, Di Bitonto sabato pomeriggio contro il Bra e a Forlì con Signorini, che di testa aveva già castigato il Perugia anche qui da calcio piazzato. Sono messaggi alle avversarie, a cominciare dal Campobasso che attende il Gubbio domani (ore 18.30) nel turno infrasettimanale.
Chi desta curiosità è Alessandro Di Bitonto, modenese che il prossimo 8 ottobre compirà vent’anni. Soprattutto perché ha riscoperto le proprie origini, visto che giocava in attacco da ragazzino, partendo dal Saliceta per poi passare al Modena. La trasformazione è avvenuta entrando nel Sassuolo ai tempi delle scuole medie. All’inizio non era entusiasta, ma si è abituato rapidamente e nelle giovanili neroverdi ci hanno visto giusto, guardando le caratteristiche, la qualità e pure la struttura fisica che non passa inosservata. Tifoso della Roma, sta in una famiglia di sportivi, con la sorella Ludovica che si fa apprezzare nell’atletica leggera con La Fratellanza, antica società di Modena. Al Sassuolo, che l’ha mandato in prestito fino a giugno, chiedono puntualmente di lui e la risposta sta nel percorso: sempre titolare con 347 minuti giocati su 360 (è uscito acciaccato col Perugia nell’ultimo spezzone per fare posto a Bruscagin). L’amministratore delegato neroverde Giovanni Carnevali e il direttore sportivo Francesco Palmieri sono sempre informatissimi sulla prima esperienza da professionista che Di Bitonto vive al meglio, specie dopo il primo gol nei pro’, decisivo contro il Bra al 57′.
Si fa apprezzare anche come ragazzo e pure questo Mimmo Di Carlo tiene in considerazione. Il pomeriggio con gol e vittoria l’ha spiegato con naturalezza: «Le palle inattive devono essere sfruttate, ci lavoriamo tanto e ci crediamo. Giocare con il piede invertito come esterno nella difesa a tre non é mai facile, però cerco di adattarmi. Faccio tutto ciò che chiede il mister. Gioco per la prima volta in questa categoria e sto crescendo grazie a gente d’esperienza come Signorini, Fazzi e Bruscagin».
Chi lo conosce, giura che Di Bitonto ha tutto per sfondare, dalla testa alla fame. Viene da una crescita fatta di step importanti: «Rispetto alle giovanili cambiano i ritmi e ti trovi davanti anche attaccanti di esperienza». Un brutto infortunio l’ha condizionato nella stagione dello scudetto Primavera, ma nell’annata scorsa la maturazione è stata evidente: 29 presenze tra campionato, Coppa Italia, Supercoppa e fase finale per il titolo, dove si ricorda nel primo turno un suo gol al Milan nella vittoria per 3-0.
Come gioca? «Sono un difensore centrale vecchio stampo, un marcatore, abile anche in costruzione e che può fare pure il terzino per via della buona velocità». L’ha detto e lo sta facendo.
Massimo Boccucci