Corriere dello Sport-Stadio 20 settembre 2025

di Massimo Boccucci
e Carlo Talarico

Davide Dionigi tra il presente (4 punti in 2 gare dopo la sconfitta a Palermo) e il passato, ricordando quando il 9 ottobre 2017 quando venne presentato a Catanzaro come nuovo allenatore al posto di Alessandro Erra durando 20 partite (in quella squadra anche Gigi Falcone, attuale collaboratore tecnico di Aquilani) fino alle dimissioni il 4 marzo seguente. L’allenatore della Reggiana ha affrontato i calabresi solo 2 volte da giocatore, senza vincere. Oggi sa quel che vuole: «Vedo segnali positivi, tutti si stanno rimettendo in pari».
IL VALORE. Sull’avversario: «Conosco bene la loro realtà, ci ho lavorato. Hanno fatto un mercato importante e puntano in alto. Hanno qualità, individualità forti e un allenatore giovane che lavora bene. Per noi sarà una prova difficile, dovremo restare compatti e mantenere agonismo e sacrificio». Il pubblico farà la sua parte: «Ci aspettiamo circa 10mila tifosi. I nostri tifosi ci spingeranno». Si guarda avanti per capire obiettivi e prospettive: «Dobbiamo valorizzare ciò che abbiamo. La B è estenuante, serve equilibrio. I giocatori stanno dando tutto e siamo convinti che potremo offrire un’ottima prova».
CATANZARO ALLA PARI. Alberto Aquilani fa appello alle doti della sua squadra per affrontare un avversario che ha dato filo da torcere a tutti. «Se andiamo concentrati, umili, per fare la nostra gara, possiamo avere vantaggi – ha dice il tecnico -, viceversa, abbassando l’intensità, mentale o fisica, con presunzione, sarà dura». Serve un Catanzaro diverso. Spiega: «Le scelte le faccio anche in base alla settimana di lavoro – spiega –. Oudin, Cassandro e Buglio hanno avuto più continuità». Sull’ex Lecce aggiung: «Oudin sta meglio, ha qualità importanti ma deve calarsi in una realtà diversa dalla A, ha lavorato con intensità e ha qualcosa in più nelle gambe. Pandolfi? Viene con noi ma si è allenato poco». Difesa a 3 o a 4, non fa differenza: «Avevo in testa un altro sistema, le caratteristiche dei calciatori mi hanno portato a cambiarlo. Ci alleniamo a cambiare all’interno della gara». Potrebbe toccare a Liberali, prima del mondiale in Cile? «Sono contento per lui in Nazionale – dice Aquilani –. Ma è in crescita e perderlo per un po’ mi dispiace».
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