Corriere dello Sport-Stadio 18 settembre 2025

di Massimo Boccucci

La vita di Diomandè Yann Cedric Gondo non è più un reality come ai tempi di “Calciatori-Giovani speranze” in tv su Mtv nel 2012 e 2013 quando giocava con la Fiorentina Primavera. Oggi Gondo, 29 anni il prossimo 25 novembre, è andato oltre a quel ragazzo che sognava, sgomitava e prendeva rimproveri per la scuola. Ne ha fatta di strada e alla Reggiana stanno scoprendo tutto il meglio del repertorio e del suo essere determinante. L’attaccante ivoriano con cittadinanza italiana si è preso la Regia, che ha spinto la stagione scorsa con i 3 gol pesantissimi a Cittadella, Modena e Spezia nella rimonta per la salvezza, sul totale dei 7 (più un assist) in 33 presenze, e che sta lanciando anche in questo avvio di campionato con una rete all’Empoli (prestazione devastante) nelle 3 gare da titolarissimo a tempo pieno.

MATURAZIONE. La sua è una maturazione piena e l’allenatore Davide Dionigi lo sta facendo rendere al meglio, dopo averlo responsabilizzato e messo al centro del progetto granata, con la tifoseria emiliana che se lo coccola perché sa quanta forza e qualità ci sta mettendo. Sognando di riprendersi la Serie A, perché non c’ha mai rinunciato, questo è il meglio della sua carriera passata da Firenze a diverse squadre di B come Salernitana (promossa con lui in A), Cremonese, Ternana e Ascoli, oltre all’esperienza in Grecia con l’Asteras Tripolis. Il suo contratto a Reggio Emilia scade a giugno, ma questo Gondo adesso può tutto e di rinnovo potrebbe parlare presto con la società.

DESTINO. Di sicuro il suo legame con la Reggiana parte dall’inizio, quando nell’estate 2023, arrivando in prestito dalla Cremonese, ha segnato una doppietta contro lo Spezia alla 1ª da titolare il 23 settembre. Ha passato momenti belli e anche difficili, ma nulla gli ha fatto perdere di vista l’obiettivo di dimostrare agli altri e anche a sé stesso che tutto è possibile se lo si vuole. In uno dei suoi fumetti giapponesi preferiti, Naruto, ha letto: «Si diventa veramente forti solo quando proteggi qualcosa d’importante». Si sente entrato il giovane ninja che vuole cambiare il mondo, come il personaggio fantasy disegnato da Masashi Kishimoto. Ha lottato per cambiare la sua vita, nel ricordare quando è cresciuto in Costa d’Avorio non avendo granché, ma comunque la felicità.

FELICITÀ. Giocava in strada coi suoi fratelli e con i sassi disegnavano insieme le porte, esultando a ogni gol. Poi, l’approdo in Italia da bambino, l’ottima accoglienza nelle difficoltà e la crescita. L’ha detto spesso e volentieri: «Questo Paese è stata una salvezza e la fede mi ha aiutato». Si raccoglie quel che si semina, così oggi Gondo raccoglie bene.

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