Il Messaggero Umbria 17 settembre 2025

LA TRADIZIONE

GUBBIO Ha ritrovato l’antico splendore, e la storica collocazione sull’altare di destra nella chiesa della Madonna del Prato, in via Perugina, la prestigiosa tela di Ciro Ferri che raffigura il dialogo tra Sant’Ubaldo e Federico Barbarossa. L’opera è stata oggetto di un importante intervento di restauro eseguito dalla società locale Ikuvium, sotto la supervisione della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Umbria, per volontà del Comune e della Diocesi con il fondamentale contributo del Lions Club, Comitato Artisti della Solidarietà, We Serve e sponsor privati.

La comunità parrocchiale, guidata da don Fabricio Cellucci, attendeva di ritrovare questa testimonianza d’arte risalente al 1683, di proprietà comunale e che costituisce una rarità sul tema nell’iconografia del patrono. L’intervento sulla tela del Ferri, vissuto tra il 1634 e il 1689, conclude un percorso di valorizzazione dell’edificio religioso, considerato come uno dei più alti esempi del Barocco italiano. La bella pala d’altare narra un episodio famoso: nel 1155 il Barbarossa è deciso a distruggere Gubbio – riferisce Giordano nella biografia del santo -, come poche settimane prima aveva fatto con Spoleto. Il vescovo Ubaldo Baldassini, nonostante le infermità e la stanchezza degli anni deve ancora intervenire a difesa della sua amata gente. Non è dato sapere quanto è accaduto nella tenda imperiale che aveva ospitato l’incontro tra il conquistatore di Svevia e il mite presule, ma certamente rimasero tutti sbigottiti quando videro Federico a testa bassa chiedere la benedizione a Ubaldo. Quell’incontro fu decisivo anche per il futuro di Gubbio.

La pala venne commissionata dall’Università dell’Arte della lana. Ciro Ferri, seguace di Pietro da Cortona, suo allievo e collaboratore in varie imprese quali la decorazione della cupola di Santa Maria in Vallicella a Roma, dal maestro prese i caratteri più esuberanti quali la carnalità delle figure e il felice colorismo. Il dipinto rappresenta, in primo piano, i due celebri personaggi a confronto, con alle loro spalle, rispettivamente a destra, dietro Barbarossa, i suoi soldati, mentre a sinistra Sant’Ubaldo è accompagnato dal clero e dal popolo. Sullo sfondo la città di Gubbio con il monte Ingino, in alto in un nimbo la Madonna con il Bambino e in atteggiamento di venerazione San Giuseppe e San Giovanni Battista. Dal 28 giugno al 4 settembre scorsa l’opera è stata esposta e particolarmente apprezzata nella sala dell’Arengo del museo civico del palazzo dei Consoli.

Massimo Boccucci